Semplificare per crescere, il convegno Rete Imprese Italia: con semplificazione un punto in più di PIl

Lo studio Cer realizzato per Rete Imprese Italia: per adempimenti le imprese italiane spendono 30 miliardi di euro  ogni anno

Le imprese italiane spendono ogni anno in adempimenti burocratici 30 miliardi. Se si riuscisse a ridurre questo onere di un terzo, il Pil salirebbe dell’1% e la disoccupazione scenderebbe di mezzo punto percentuale.

E’ quanto risulta dalla ricerca “Scenari di crescita in presenza di una semplificazione amministrativa”, realizzata per Rete Imprese Italia dal Cer e presentata in occasione della conferenza “Semplifichiamo per crescere” svoltasi a Roma al Tempio di Adriano. Hanno partecipato all’evento i Presidenti delle Associazioni che formano Rete Imprese Italia ( Carlo Sangalli per Confcommercio, attuale portavoce di Rete Imprese Italia; Massimo Vivoli per Confesercenti, Giacomo Basso per Casartigiani, Marco Granelli per Confartigianato). Sono intervenuti inoltre il dottor Stefano Fantacone, Direttore del Cer, che ha illustrato la ricerca presentata alla conferenza, ed il Ministro per la Pubblica, e il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia.

“Gli imprenditori hanno un disperato bisogno – ha sottolineato il portavoce di turno di Rete Imprese Italia, il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – di abolire la cattiva burocrazia, quella che genera complicazioni, tempi biblici, costi impropri che appesantiscono lo svolgimento della loro attività e nella quale, molto spesso, si annidano corruzione, illegalità, criminalità. Serve invece buona burocrazia, quella che facilita la vita delle imprese e dei cittadini, tenendo in piedi solo gli adempimenti e le procedure necessarie”.

Nel suo intervento, il Ministro Madia ha spiegato  che l’obiettivo  del Governo è quello di “fare dell’Italia un Paese semplice. Un Paese – ha aggiunto – dove è semplice lavorare, investire e fare impresa”. In questo senso la riforma della P.A. Voluto dalla stessa Madia, punta a essere non solo una riforma di settore ma “una grande riforma per sbloccare gli investimenti”. Del resto, “non penso che sia più accettabile – ha detto il ministro – lasciare gli imprenditori ostaggio di incertezze di tempi e di regole”.

Per concludere il ministro ha annunciato che “il 21 novembre a Torino presenteremo tutte le innovazioni della P.a che passa per il digitale”. Tra poco più di due settimane quindi sarà tolto il velo su alcune delle principali novità per la digitalizzazione della P.a, l’attenzione sarà concentrata in particolare sull’avvio dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (la Anpr sostituirà le ottomila esistenti) e sul cosiddetto pin unico ovvero il Sistema pubblico di identità digitale.